Strozzi Francesca

Varianti del nome

Laurentia Strozia, Lorenza Strozzi

Data di nascita

6 marzo 1514

Luogo di nascita

Capalle

Data di morte

10 settembre 1591

Luogo di morte

probabilmente Monastero di S. Niccolò a Prato

Breve biografia

Francesca Strozzi nasce a Capalle il 6 marzo 1514, borgo vicino Firenze, quarta di otto figli, da Zaccaria di Battista di Giovanni e da Maria di Pietro di Zanobi, entrambi Strozzi (Pierattini, 1943: 6).

A sette anni entra nel Monastero di S. Niccolò da Prato, dove è già priora sua zia Antonia Strozzi (Pierattini, 1943: 6). A tredici anni prende i voti e si unisce ufficialmente all’ordine domenicano dello stesso convento con il nome di Suor Lorenza (Pierattini, 1943: 7). Probabilmente sia il fratello Ciriaco (1504-1565) che, insegnante di greco e filosofia all’università di Bologna, appassionato di architettura e giardinaggio, conclude la poetica di Aristotele, aggiungendovi IX e X libro (Pierattini, 1943: 7), sia il fratello Francesco (1520-1592 ca.), autore di sonetti (Negri, 1722: 223), continuano a istruirla in latino, in greco e negli autori classici (Pierattini, 1943: 7), anche se Guasti afferma che «senza aiuto di maestro si fece valente […] da doventar la maraviglia de’ deottissimi, che traevano a visitarla nel suo ritiro» (Guasti, 1844: 160).

A diciotto anni è già rinomata autrice lirica (Pierattini, 1943 :7), nonostante la sua sola opera pervenutaci sia l’edizione degli inni del 1588, pubblicata quando aveva già 74 anni.

Negri (Negri, 1722: 380), poi ripreso da Guasti (Guasti, 1844: 160) e Bandini Buti (Bandini Buti, 1941: 284-5), riferisce che Strozzi ebbe rapporti epistolari con i riformisti Bernardino Tommasini, detto Ochino, e Pietro Martire Vermigli, da cui l’autrice avrebbe verosimilmente preso le distanze conservando la fede cattolica (Guasti, 1844: 160), come testimonierebbe la sua produzione lirica (Pierattini, 1943: 8). Tuttavia non ci sono pervenute testimonianze dirette di questa conoscenza né di rapporti o canali intermedi tra l’autrice e Ochino. Va ricordato infatti che Strozzi entrò nel convento di Prato a sette anni e non si hanno notizie di sue ipotetiche uscite, neanche prima che prendesse i voti a tredici anni e tanto meno quando, a ventitré anni, era già monaca di clausura, nel 1537, anno in cui Ochino tiene la sua predicazione di stampo francescano-bonaventuriano nello stesso comune.

Guasti (Guasti, 1844: 160) menziona inoltre l’amicizia tra l’autrice e suor Caterina de’ Ricci, della quale egli ha curato la biografia e l’epistolario in tre edizioni (Guasti, 1846a). Nell’epistolario non ricorrono tuttavia missive firmate o indirizzate a Lorenza Strozzi, sono testimoniate invece corrispondenze con altre monache e citazioni di donne della famiglia Strozzi: suor Maddalena Strozzi (Guasti, 1846a: 44, 50, 93, 101, 215-7, 229, 237 e Guasti, 1846b: 24, 28, 29, 35) e occasionalmente Margherita Strozzi (Guasti, 1846b: 54, 61). Risulta suggestiva l’ipotetica amicizia tra le due, Lorenza e Caterina, proposta dallo studioso: entrambe di famiglia illustre, quasi coetanee e concittadine (Caterina nasce nel 1520 a Firenze), entrate presto in convento (Caterina a 6 anni), presi i voti giovanissime (Caterina a 14 anni), priore nei rispettivi conventi pratesi. Tuttavia Caterina, nata Alessandra Lucrezia Romola de’ Ricci, entra e rimane per tutta la vita nel monastero domenicano di S. Vincenzo a Prato, altro da quello di S. Niccolò nella stessa città dove pur vive Lorenza, entrambe monache di clausura. Nonostante non sia noto un epistolario di Lorenza, se ne conserva uno abbastanza esteso di Caterina (Guasti, 1844; cfr. anche Sandrini, 1747) nel quale però si conferma l’assenza di missive dirette o ricevute da Strozzi.

Muore il 10 settembre 1591 di febbre (Guasti, 1844: 161), probabilmente nello stesso monastero in cui trascorre quasi tutta la vita.

La prima edizione dei suoi inni, data alle stampe nel 1588 a Firenze presso Filippo Giunta, composta di 103 testi e dedicata a Lattanzio de Lattanzi, è molto probabilmente sorvegliata, perché accompagnata da due lettere: la prima di dedica a Lattanzio, Episcopo di Pistoia (Strozzi, 1588: 2-3), firmata e datata marzo 1587, la seconda proemiale rivolta ai lettori, nella quale sono anticipati forma e contenuto dell’opera stessa (Strozzi, 1588: 4-6).

Grazie al rapporto epistolare tra la consorella Angela Alamanni e suo nipote Zaccaria Monti, figlio di Elisabetta Strozzi, Monti cura l’edizione postuma degli inni nel 1601 (basandosi molto probabilmente direttamente sulla stampa del 1588 e su altre fonti ad oggi sconosciute), a cui aggiunge sia l’inno 27 dedicato al beato Marco sia l’Epigramma per Lorenza di Sebastian Rolliardus, assenti nella precedente. Monti la cita nella sua biografia dello zio Ciriaco, pubblicata nel 1604, presso la stamperia Perrier a Parigi (Monti, 1604) e nel 1610 (Guasti, 1844: 161) si ha notizia di una di una biografia dell’autrice pubblicata a Parigi ma non identificata.

Guasti riporta, pur definendole rare, una traduzione in francese ad opera di Simone Giorgio Pavillon (Guasti, 1844: 161) e una versione musicata da Giacomo Maudint, stampata a Parigi nel 1601 (Guasti, 1844: 161). Negri (1722: 380-1) invece riferisce di una ristampa degli inni a Parigi da parte di Dionigi Vinnes e di una traduzione in versi francesi di Jacopo Maldetto Parigino «posti in musica» su ricalco di Altamura, 1677: 376.

Totale componimenti disponibili - Tipologia e metro

104 componimenti, tutti inni latini

Edizioni di Rime

Edizioni moderne di Rime

Presenza in antologia

Presenza in edizioni di opere di altri autori

Iconografia

1 ritratto di Litta [Bensi, 1998: 4]

Autore scheda

Lorenna Melissa

Data creazione scheda

07.05.24

Data aggiornamento scheda

14.05.24,

16.05.24,

21.05.24,

31.05.24,

05.06.24,

06.06.24,

07.06.24,

08.06.24,

14.06.24,

15.06.24,

17.06.24,

18.06.24.

Revisore scheda

Priscilla Santoro

Data revisione scheda

23.12.25

Stato della scheda

Revisionata

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