Pozzo Modesta
Varianti del nome
Moderata Fonte
Data di nascita
15 giugno 1555
Luogo di nascita
Venezia
Data di morte
2 novembre 1592
Luogo di morte
Venezia
Breve biografia
Modesta da Pozzo nasce a Venezia, dal giureconsulto Ieronimo da Pozzo e da Marietta Moro, il 15 giugno 1555. Rimasta orfana in tenera età, è allevata, con il fratello maggiore Lunardo (o Leonardo) dalla nonna materna, Cecilia de’ Mazzi. Giovanissima, viene affidata alle cure delle suore del monastero di Santa Marta, che le impongono una prima e rigida educazione. Nella sua fanciullezza si trasferisce prima nell’abitazione del non meglio identificato Prospero Saracini, come si evince dalla dichiarazione patrimoniale conservata nell’Archivio di Stato di Venezia (Dieci savi alle decime in Rialto, b. 132, n. 209), quindi «in casa con messer Zuan Nicolò Dogion nodaro di Venezia mio barba al quale pago per le spese all’anno ducati quaranta» (b. 157 bis, n. 751). Nel 1582 sposa Filippo Zorzi, un noto e stimato avvocato, dal quale ha quattro figli (Pietro, Girolamo, Cecilia e un’altra femmina, morta poco dopo il parto). Un ruolo decisivo nella sua formazione letteraria è svolto, senza dubbio, da Niccolò Doglioni, matematico e notaio, autore di numerosi trattati di carattere cronachistico e filosofico-erudito, come il monumentale Compendio historico universale: sotto la sua guida, studia il latino, senza tuttavia acquisirne piena padronanza, si avvicina alla poesia di Petrarca (legge non solo il Canzoniere, ma anche i Trionfi) e a quella dei maggiori petrarchisti della sua epoca. La conoscenza dell’Orlando Furioso di Ariosto è fondamentale nella stesura del suo poema Il Floridoro, donato al granduca di Toscana Francesco de’ Medici con una lettera dove chiarisce di aver assunto lo pseudonimo di Moderata Fonte: «essendo giovane da marito, et secondo l’uso della città obligata a molti rispetti», si dichiara consapevole che le convenzioni sociali del tempo consideravano poco conveniente per una donna sposata imprimere il proprio nome nel frontespizio di un libro a stampa. Il poema, precoce esordio letterario della poetessa, stampato a Venezia nel 1581, per i tipi di Francesco Rampazetto, narra le vicende di Floridoro e Risamante, sul modello del Furioso, ma con echi evidenti dell’Amadigi di Bernardo Tasso e di altri poeti coevi. Nello stesso anno, Pozzo dà alle stampe il poemetto Le feste (Venezia, Guerra): un’altercatio tra uno stoico e un epicureo sui «diletti e’ piaceri» generati dalle feste e dal gioco (il primo sostenitore della vanità di tali occasioni conviviali, l’altro convinto esaltatore dei piaceri dell’esistenza), poi risolta dalla Sibilla che proclama la necessità del giusto mezzo. L’anno successivo, con il medesimo pseudonimo, pubblica il poemetto sacro La Passione di Christo (Venezia, Guerra), al quale segue un lungo periodo di silenzio, forse dettato dalla nascita dei figli e interrotto solo nel 1592 con la pubblicazione di un altro poemetto di argomento religioso (La resurrettione di Giesù Christo Nostro Signore che segue alla Santissima Passione, Venezia, Imberti). Negli ultimi anni di vita (probabilmente tra la fine del 1588 e i primi mesi del 1592) Pozzo compone Il merito delle donne, dialogo diegetico «ove chiaramente si scuopre quanto siano elle degne e più perfette de gli uomini», ambientato in un ameno giardino veneziano e diviso in due giornate; vi si ritrae una «domestica conversazione» tra sette donne, simbolo delle diverse e tradizionali tipologie femminili (vergine, maritata, vedova etc.), che ragionano «di quelle cose che più loro a gusto venivano», rivendicando il proprio e legittimo diritto di parola, loro negato nella scena pubblica dalla prevaricante presenza maschile. La seconda giornata del dialogo accoglie temi e motivi diversi, alternando all’agone dialettico moduli narrativi eterogenei (la favola, la facezia etc.) e trattazioni di carattere erudito sull’origine dei terremoti, sui fenomeni atmosferici, sulla flora e la fauna, dalle quali si evince una certa conoscenza di filosofia naturale. Secondo Doglioni, autore di una biografia della cara allieva, Pozzo muore di parto il 2 novembre 1592, dopo aver dato alla luce la quarta figlia che perde la vita poco dopo: la data di morte è attestata da un necrologio conservato nell’Archivio di Stato di Venezia (Provveditori alla Sanità, Necrologio, reg. 824, c. 129, anno 1592) in cui si legge «Addì 2 novembre la Mag.ca M.na Modesta di anni 36 consorte del eccell.mo Filippo de Zorzi, S. Basso».
Totale componimenti disponibili - Tipologia e metro
56 componimenti, di cui 14 sonetti, 1 canzone, 4 madrigali, 37 ottave
Sonetti
14
Canzoni
1
Madrigali
4
Ottave/Strambotti
37 [ott.]
Altre opere
Floridoro, 1581
Le Feste, 1581
La Passione di Christo, 1582
La resurrettione di Giesù Christo Nostro Signore che segue alla Santissima Passione, 1592
Il merito delle donne, ove chiaramente si scuopre quanto siano elle degne e più perfette de gli uomini, 1600
Edizioni moderne di altre opere
Studi
Canonici Fachini, 1824: 129; Cox, 1995.
Autore scheda
Angelo Chiarelli
Data creazione scheda
23.05.25
Data aggiornamento scheda
04.08.25
Revisore scheda
Priscilla Santoro
Data revisione scheda
06.01.26
Stato della scheda
In aggiornamento






