Pecci Onorata
Varianti del nome
Onorata Peci, Honorata Pecci, Honorata Tancredi Pecci, Onorata Tancredi Pecci
Data di nascita
1503
Luogo di nascita
Siena
Data di morte
Post 1563
Luogo di morte
Breve biografia
Onorata Tancredi Pecci, nobildonna, poetessa e intellettuale senese, nasce nel 1503 da Girolamo Tancredi e Donaddea di Mariano Spannocchi. Nel 1522 sposa Benvenuto di Giulio Pecci, membro di una delle famiglie più eminenti di Siena. Fin dalla giovinezza è celebrata per bellezza, intelligenza e finezza d’ingegno. Uomini di lettere come Agnolo Firenzuola e Lodovico Domenichi ne lodano l’acume filosofico e la vivacità argomentativa, attestandone la centralità nei circoli culturali senesi tra gli anni Venti e Trenta del Cinquecento (Domenichi, 1549: 249). Protagonista della vita intellettuale cittadina, è nota per la sua assidua partecipazione ai salotti letterari e alle conversazioni filosofiche. Tuttavia, le uniche opere poetiche oggi note che le sono attribuite, due sonetti probabilmente composti negli anni Quaranta o Cinquanta, rivelano un orientamento nettamente spirituale. In Se la parte miglior vicina al vero e Mira, vero Signor, mira quest’alma, la poetessa si rivolge a Dio con fervore quasi mistico, invocando aiuto per elevarsi al di sopra delle passioni terrene. Questi componimenti si inseriscono nella tradizione della lirica religiosa del Cinquecento, accostandosi per temi e tono all’opera di Vittoria Colonna e Michelangelo Buonarroti. Nel 1548 o 1549 si trasferisce a Napoli, accettando l’incarico di governante e compagna di Ippolita Gonzaga, figlia di Ferrante Gonzaga e figura di spicco nell’aristocrazia italiana dell’epoca. La raccomandazione per tale incarico le è fornita dal diplomatico e umanista Luca Contile, a riprova della sua autorevolezza culturale. Durante i sette anni (1549–1556) trascorsi presso la corte napoletana dei Gonzaga, instaura legami significativi con ambienti vicini al movimento degli Spirituali, in particolare con Giulia Gonzaga, figura di primo piano del riformismo religioso italiano e questo contribuisce probabilmente alla svolta mistica e contemplativa della sua scrittura. Nel contesto della corte, Pecci svolge anche funzioni di mediazione e assistenza epistolare, come suggerisce una lettera di Pietro Aretino datata gennaio 1551, con la quale riceve ringraziamenti per l’invio di una medaglia raffigurante Ippolita (Eisenbichler, 2012: 231-2). Inoltre, Pecci è elogiata in versi da Bernardo Tasso per spiritualità e acume intellettuale. Nel 1556 è congedata dal suo incarico, forse in seguito a tensioni interne alla famiglia Gonzaga, ma conserva comunque il rispetto degli ambienti culturali. Dopo il congedo dal servizio presso Ippolita Gonzaga, si perdono le sue tracce. È possibile che sia rimasta al servizio della famiglia Gonzaga oppure che sia rientrata a Siena. Tuttavia, nel 1563 e nel 1564, lo studioso senese Lattanzio Benucci le dedica due opere (Dialogo della lontananza e Osservazioni sopra la Commedia di Dante). Qualunque sia stata la sua sorte, è evidente che gli anni trascorsi presso la corte dei Gonzaga e il quotidiano contatto con Ippolita Gonzaga l’abbiano posta in una posizione di dialogo diretto con alcune delle figure più autorevoli del movimento degli Spirituali attive a Napoli e in Italia.
Totale componimenti disponibili - Tipologia e metro
2 componimenti, tutti sonetti
Sonetti
2
Presenza in antologia
Studi
Bergalli, 1726a; Buti, 1942: 120; Eisenbichler, 2012: 237-9; Eisenbichler, 2021: 224-32.
Autore scheda
Katie Sparrow
Data creazione scheda
25.06.25
Revisore scheda
Priscilla Santoro
Data revisione scheda
06.01.26
Stato della scheda
Revisionata






