Paleotti Ippolita
Varianti del nome
Ippolita Camilla Paleotti, Hippolita Paleotti
Data di nascita
1557
Luogo di nascita
Bologna
Data di morte
1581 (?)
Luogo di morte
Bologna
Breve biografia
Ippolita Paleotti è figlia di Camillo Paleotti e di Leona Leoni, a sua volta figlia di un Ascanio Leoni (Guidinci, 1869: 55). Lo zio era il cardinale Gabriele Paleotti, figura di spicco e responsabile della riforma tridentina nel contesto bolognese (Prodi, 2014). Tra il 1541 e il 1594 il padre è gonfaloniere a Bologna e ambasciatore a Roma, creando degli importanti rapporti con i letterati del suo tempo: è amico di Ulisse Aldrovandi e Carlo Sigonio, entra in contatto con Aldo e Paolo Manuzio, con il cardinale Carlo Borromeo, con Bartolomeo Ricci, Romolo e Pompilio Amaseo, Latino Latini ecc. (Iarocci, 2014). Suo padre è anche mecenate e autore di una Galliae descriptio, di una Tridentinae urbis descriptio, di una Vita manoscritta e di altri memoriali relativi alla sua famiglia, del trattato De republica bononiensi libri tres, composto sul finire degli anni Ottanta del XVI secolo e del dialogo in giornate De mendacio, nonché dedicatario di una raccolta poetica (Segni, 1597). La poetessa ha due sorelle, Camilla e Ginevra e un fratello di nome Galeazzo. La sua attività letteraria fiorisce intorno al 1557 a Bologna (Orlandi, 1714: 188). Sposa Paride Grassi, uno dei fratelli di Carlo Grassi (Giacobonio, 1581: 9 e Stevenson, 2005: 296) ed entra nell’ambiente culturale bolognese: è definita “studiosa” da Ulisse Aldrovandi (Di Tommaso, 2023: 150), la cui collezione è una delle pochissime donne a visitare (Findlen, 1994: 143), mentre Ascanio Persio le dedica un epigramma in lingua greca (Vat. lat. 3435, cc. 63r, 64r in Pignatti, 2015: 507).
Il suo successo è ricordato in un’orazione funebre di Giulio Giacobonio, che fissa il terminus ante quem della morte al 1581 (Giacobonio, 1581), e nel più tardo Discorso sulle dame accademiche (1648) di Pietro Paolo Bissari (Bissari, 1684). Una scultura che raffigura la poetessa è stata realizzata da un anonimo scultore di Casa Fibbia, tra il 1680 e il 1690 (Tumidei, 2003; Buscaroli, 2007).
Non sono sopravvissute testimonianze della sua produzione poetica, mentre Stevenson ha individuato due lettere, una in greco e una in latino, all’Archivio Isolani a Bologna (F. 30. 99. 18 [CN 58]) e Biblioteca Apostolica Vaticana (Vat Lat. 6410, foglio 119; cfr. Stevenson, 2005: 296).
Manoscritti
Vat Lat. 6410, foglio 119
Archivio Isolani, Bologna, F. 30. 99. 18 (CN 58)
Altre opere
Una lettera in greco
Una lettera in latino
Iconografia
Un busto di terracotta (Tumidei, 2003; Buscaroli, 2007)
Autore scheda
Matteo Petriccione
Data creazione scheda
12.05.25
Data aggiornamento scheda
12.05.25
Revisore scheda
Priscilla Santoro
Data revisione scheda
06.01.26
Stato della scheda
Revisionata






