Forteguerri Laudomia
Varianti del nome
Laodomia Forteguerri, Laodomia Forteguerri Petrucci, Laodomia Forteguerra, Laudamia Forteguerri, Laudomia Fortiguerra, Laudomia Forteguerra
Data di nascita
3 giugno 1515
Luogo di nascita
Siena
Data di morte
1555 ca.
Luogo di morte
Area senese
Breve biografia
Laudomia Forteguerri nasce a Siena il 3 giugno 1515 dal matrimonio tra Alessandro di Niccodemo Forteguerri e la sua seconda moglie Virginia di Giulio di Benvenuto Pecci. Lo stesso giorno viene battezzata con il nome di Laudomia Barthalomea Maria avendo come padrino l’abate Federico della Rosa.
La famiglia Forteguerri, una delle più antiche e nobili di Siena, è strettamente legata agli interessi della classe feudale e appartiene al gruppo dei Noveschi, un influente gruppo di famiglie guelfe che ha governato la città dal 1286 al 1355. I Forteguerri, insieme agli Antolini e ai Bisdomini, formano uno dei grandi gruppi di Siena e sono membri del Monte del Gentiluomo. La famiglia possiede inoltre diversi castelli e proprietà nel contado senese.
Laudomia Forteguerri ha diversi fratelli, nati sia dalla prima moglie del padre, Francesca d’Angelo d’Azzolino Ugurgieri (Niccodemo, battezzato il 14 novembre 1509; Calidonia, battezzata il 25 settembre 1510 e un’altra Laudomia, battezzata il 13 settembre 1511, entrambe morte probabilmente durante l’infanzia o forse alla nascita) sia dal padre e dalla sua seconda moglie Virginia (Cassandra Theodora Maria, Sulpicia Bartolomea Maria, Giovan Francesco Pavolo Bartolomeo, Silvio Giovanni Quirico Benedetto, Salusio Zeffirino Maria e Iuditta Caterina Bartolomea). Tuttavia, solo Niccodemo porterà avanti il nome della famiglia.
La poetessa viene chiamata Laudomia in ricordo della sorella defunta.
Non ancora ventenne, Forteguerri sposa Giulio Cesare di Alessandro Colombini, da cui nascono Olimpia Antonia il 13 ottobre 1535, Antonia Anna il 27 luglio 1537 e Alessandro Antonio il 30 agosto 1539.
Intorno al 1542 rimane vedova. Si risposa il 9 dicembre 1544 con Petruccio Petrucci, rampollo e capitano delle forze senesi e fiorentine. I due non hanno figli e in osservanza della pratica del tempo, Forteguerri è costretta a lasciare i figli avuti con Colombini alla famiglia paterna.
La sua figura emerge per la prima volta alla fine degli anni 30 del Cinquecento, quando l’intellettuale senese Marc’Antonio Piccolomini, cugino del letterato Alessandro Piccolomini, la include tra le tre interlocutrici nel dialogo di estetica, filosofia e teologia Se è da credersi che una donna compiuta in tutte quelle parti così del corpo come dell’animo, che si possino desiderare, sia prodotta da natura o sorte o pensamento, insieme a Girolama Carli de’ Piccolomini e a Eufrasia Marzi, e le fa sostenere posizioni eterodosse (Eisenbichler, 2012: 101-10).
Tuttavia, è il filosofo senese Alessandro Piccolomini a renderla famosa, dedicandole diverse opere. Tra queste, la prima è l’operetta licenziosa giovanile La Raffaella del 1539, con la quale avrebbe cercato di conquistarla (Zarrilli, 1997: 154).
Al 1540 risale invece un compendio scientifico di astrologia in due parti, De la sfera del mondo… e De le stelle fisse…, dedicatole da Piccolomini per aiutarla nella comprensione dei moti celesti, dato il suo interesse per il funzionamento del cosmo, e di alcuni problemi astrologici del Paradiso di Dante. Forteguerri, infatti, è anche una fine commentatrice della Commedia dantesca e lamenta di non essersi potuta dedicare agli studi di astrologia in quanto donna, secondo il costume del tempo. La sua figura rappresenta comunque un esempio di rottura con le consuete aspettative di genere nell’Italia del Cinquecento, in particolare per quanto riguarda le questioni teologiche e scientifiche (Eisenbichler, 2012: 110-2).
Nel 1542 Piccolomini dedica a lei e al suo unico figlio maschio il trattato etico-pedagogico De la institutione di tutta la vita de l’huomo nato nobile, come dono di battesimo per il neonato, a cui peraltro egli fa da padrino (Zarrilli, 1997: 153).
Dopo il 1544, data del secondo matrimonio, Piccolomini non le dedica più nessuna opera.
Malgrado i due matrimoni, parte della tradizione letteraria riferisce del suo amore per Margherita d’Austria, figlia naturale dell’imperatore Carlo V d’Asburgo. Nel 1541 Alessandro Piccolomini riferisce di un loro incontro quando quest’ultima, diretta a Firenze da Roma per sposare il duca Alessandro de’ Medici, passa da Siena (Eisenbichler, 2012: 114-6).
La sua produzione si compone di sei sonetti di stampo petrarchesco, cinque dedicati a Margherita d’Austria: Ora ten’vai superbo, or corri altiero; Felice pianta, in ciel tanto gradita; Or trionfante, et più che mai superba; A che il tuo Febo, col mio Sol contende; Lasso, che ‘l mio bel Sole i santi rai; e uno alla poetessa Alda Torella Lunata: Il maggior don, che Dio et la natura (Eisenbichler, 2003: 299-301).
I suoi componimenti hanno fortuna tra i contemporanei: al 6 febbraio 1541 risale, infatti, una pubblica lettura da parte di Piccolomini presso l’Accademia degli Infiammati di Padova del sonetto Ora ten’vai superbo, or corri altiero, seguito da un trittico di testi d’elogio: Piccolomini le dedica il sonetto Donna, che con eterno alto lavoro, il poeta genovese Emanuele Grimaldi il sonetto Donna gentil, che con purgato inchiostro, infine Benedetto Varchi Donna leggiadra, al cui valor divino.
Negli anni 50 del Cinquecento il poligrafo Giuseppe Betussi da Bassano la loda come una delle tredici donne più belle d’Italia, elevandola a emblema della «vera fama» (Eisenbichler, 2012: 101).
Tra i suoi ammiratori figura anche Bernardo Tasso, che nel poema epico L’Amadigi del 1560 la inserisce in un elenco di donne illustri (Eisenbichler, 2012: 117-21).
Il resto della sua produzione, tra cui le lettere con Margherita d’Austria, non è ancora stato rinvenuto (Eisenbichler, 2003: 297).
Intorno al 1553 Forteguerra è una delle tre donne impegnate nella difesa della città durante la guerra, quando ciascuna di loro si pone alla testa di uno dei terzi in cui è divisa Siena: Città, guidato proprio dalla poetessa perché fulcro del suo potere familiare, San Martino e Camollia. Molte di loro muoiono durante l’assedio, non è noto se anche Forteguerra, dal momento che non se ne hanno più notizie dopo il 1555 (Eisenbichler, 2012: 156).
Totale componimenti disponibili - Tipologia e metro
6 componimenti, tutti sonetti
Sonetti
6
Edizioni di Rime
Piccolomini, 1541 [1 son.]
Edizioni moderne di Rime
Cox, 2013: 288 [1 son. con traduzione inglese]
Presenza in antologia
Domenichi, 1546: 246 [1 son.]
Domenichi, 1549: 246 [1 son.]
Domenichi, 1559: 102-4 [6 son.]
Bulifon, 1695: 94-6 [6 son.]
Bergalli, 1726a: 76 [2 son.]
Zanotto, 1851: 1010 [2 son.]
Cox, 2013: 288 [1 son. con traduzione inglese]
Fonti
Bargagli, 1572: 61; Bargagli, 1574: 80; Bargagli, 1575: 80; Bargagli, 1581: 80; Bargagli, 1598: 80; Betussi, 1556: 75-80; Betussi, 1557a: 59; Betussi, 1557b: 31; Domenichi, 1546: 247; Fiorenzuola, 1552: 14; Giovio, 1956: 268; Piccolomini, 1540: 5, 14, 26, 39, 54-5, 60; Piccolomini, 1541; Piccolomini, 1542: 1-2, 4, 8, 16-7, 22, 35, 37, 61, 64, 82, 91, 101, 107, 130, 134, 159, 185, 194, 216, 230; Piccolomini, 1543: 1, 4, 7, 9, 11, 25, 31, 43, 47, 71, 73, 76, 121, 123, 152, 154, 236, 268; Piccolomini, 1545: 6, 10-11, 25, 43, 73, 76, 96, 123, 181, 245, 250; Piccolomini, 1549: 3, 79, 105; Piccolomini, 1559: 3, 8, 10, 19, 21, 23-24, 34, 42, 59, 67, 92, 103, 115, 118, 130, 140; Tasso, 1560: 272; Varchi, 1555: 97; Varchi, 1557: 46; Varchi, 1859: 860.
Studi
Borris, 2004: 271-6; Cantagalli, 1962: 50; Cerreta, 1960: 30, 33, 39, 41, 44, 46, 62, 93; Coller, 2006: 223-46; Eisenbichler, 2001: 277-301; Eisenbichler, 2003: 102-4; Eisenbichler, 2012: 101-63; Fabiani, 1759: 13-27; Gigli, 1723: 25; Langton Douglas, 1926: 250; Lisini, 1898: 34; Messina, 1955: 115, 145; Paoli, 2012: 90, 94; Pecci, 1760: 188; Pellizzaro, 1903: 103-4; Robin, 2007: 124-59; Rossi, 1911: 7-9; Stella, 2017a: 157-9; Ugurgieri Azzolini, 1649: 403, 406-7; Valentino, 2021: 12, 62, 87, 127, 138, 144, 151, 201; Zarrilli, 1997: 153-5.
Autore scheda
Caterina Conforti
Data creazione scheda
27.05.24
Revisore scheda
Priscilla Santoro
Data revisione scheda
21.12.25
Stato della scheda
Revisionata






