d’Aragona Tullia
Data di nascita
1501-1504
Luogo di nascita
Roma
Data di morte
3 marzo-15 aprile 1556
Luogo di morte
Roma
Breve biografia
Tullia d’Aragona nasce probabilmente a Roma tra il 1501 e il 1504. La madre è la cortigiana ferrarese Giulia Pendaglia Campana; il padre è forse il cardinale Luigi d’Aragona, nipote del re di Napoli Ferdinando I (Ferrante), stretto collaboratore di tre papi (Alessandro VI Borgia, Giulio II Della Rovere, Leone X de’ Medici) e munifico protettore di letterati e artisti. Si trasferisce in giovane età a Siena con la madre, che lì sposa l’aristocratico Africano Orlandini. Nei primi anni ’20 è documentata a Roma, dove stringe una relazione con il banchiere fiorentino Filippo Strozzi, legame che durerà fino alla morte per suicidio di lui nel 1538 in seguito alla disfatta di Montemurlo. Nel 1523-24, in occasione di una sua visita a Roma, il celebre musicista fiammingo Philippe Verdelot la elogia in due madrigali. Negli anni Trenta le sue doti artistiche e intellettuali cominciano ad essere attestate più diffusamente in vari scritti. In quel periodo risiede anche a Venezia, dove è oggetto del discredito di Pietro Aretino ed è ricordata nel poemetto satirico ascrivibile all’ambiente aretiniano La tariffa delle puttane di Venegia (1535). Nel 1537 si trova a Ferrara, dove intesse una corrispondenza letteraria con letterati quali Ercole Bentivoglio, Giulio Camillo, Pietro Bembo, Girolamo Muzio; continua a viaggiare tra Venezia e Roma. Nel 1541 è protagonista del Dialogo d’amore del letterato friulano Cornelio Frangipane (edito nel 1588), ambientato nella sua abitazione veneziana; l’anno seguente è ugualmente protagonista femminile del Dialogo d’amore di Sperone Speroni, di cui è interlocutrice insieme a Bernardo Tasso e Niccolò Grassi (detto il Grazia). Nel 1544 sposa a Siena il ferrarese Silvestro Guicciardi. Al 1545 sembra risalire la stesura del suo dialogo Della infinità di amore, di contenuto filosofico, edito a Venezia per i tipi di Giolito nel 1547. Tra il 1546 e il 1548 è documentata a Firenze, dove ha rapporti con l’Accademia degli Umidi e la corte di Cosimo I. Con la collaborazione di Benedetto Varchi chiede di essere esonerata dall’obbligo di indossare il velo giallo imposto nella città medicea alle cortigiane, ottenendo una dispensa per cui ringrazia pubblicamente la duchessa Eleonora. A quest’ultima sono dedicate le sue Rime, edite anch’esse a Venezia per i tipi di Giolito nel 1547. Esse sono un esempio di “antologia corale”, per la presenza di scambi con altri poeti e di componimenti dedicati a Tullia da diversi autori. Infatti, la struttura della silloge è peculiare: la prima sezione è formata da 38 componimenti tutti di mano di Tullia; nella seconda, invece, lei è autrice dei testi di proposta, a cui rispondono Simone Porzio, Girolamo Muzio, Benedetto Varchi e Ugolino Martelli; nella terza sezione la situazione è invertita rispetto alla seconda, per cui i testi di proposta sono di altri autori (Lattanzio Benucci, Muzio, Alessandro Arrighi, Niccolò Martelli, Anton Franco Grazzini, Ugolino Martelli) e lei è autrice delle risposte; la quarta sezione contiene l’egloga di Muzio Tirrenia, di argomento pastorale, a lei dedicata, in cui appare trasfigurata nella ninfa omonima che dà il titolo al componimento; la quinta sezione contiene soltanto testi altrui a lei dedicati. Negli anni successivi continua a scrivere e viaggiare. Muore a Roma in seguito ad una malattia tra il marzo e l’aprile del 1556. Nel 1560 a Venezia i Sessa pubblicano un suo poema epico intitolato Il Meschino, altramente detto il Guerrino, rifacimento in ottave dell’omonimo poema in prosa quattrocentesco di Andrea da Barberino.
Totale componimenti disponibili - Tipologia e metro
68 componimenti, di cui 62 sonetti, 1 canzone, 1 madrigale, 2 strambotti, 2 sestine
Sonetti
62
Canzoni
1
Madrigali
1
Ottave/Strambotti
2
Sestine
2
Manoscritti
Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Chigiano I VIII 295, f. 315r, 317r, 318r, 319r, 320r [5 son.]
Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Ottoboniano latino 1591, ff. 118v-119v [1 sest.; 1 stramb.; 1 son.]
Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Autografi Palatini, Lettere al Varchi, 1, lettera n° 16 [1 son.]
Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. II IV 1 (= Magl. VII 195), ff. 75r-76r [2 son.]
Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. VII 651, f. 20r [1 son.]
Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. VIII. 1447, f. 120r [1 son]
Siena, Biblioteca Comunale degli Intronati, I IX 49, f. 30v [1 son.]
Subiaco, Biblioteca statale del monastero di Santa Scolastica, Archivio Colonna, Carteggio dei personaggi illustri, b. CE n5, n11 [2 son.]
Edizioni di Rime
Presenza in antologia
Giolito, 1556: 300 [1 son.]
Giolito, 1586: 306 [1 son.]
Ruscelli, 1553b: 182r-183r [1 son.; 1 canz.]
Speranza, 1550: c. 40r [1 son.]
Bergalli, 1726a: 110-6 [14 son.]
Presenza in edizioni di opere di altri autori
Varchi, 1557: 199-201 [3 son.]
Altre opere
Della infinità di amore
Il Meschino, altramente detto il Guerrino
Lettere (manoscritte autografe: Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane, quinta serie, 1207, n159, 1 lettera a Francesco de’ Pazzi; Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Autografi Palatini, Lettere al Varchi, 1, lettere n° 10-17 (8 lettere a Benedetto Varchi)
Edizioni di altre opere
d’Aragona, 1867
Biagi, 1897: 696-709 (lettere autografe a Benedetto Varchi)
Edizioni moderne di altre opere
d’Aragona, 1997 (traduzione in francese del dialogo Della infinità d’amore)
d’Aragona, 2014: 287-306 (lettere autografe a Francesco de’ Pazzi e a Benedetto Varchi)
Zonta, 2012: 185-248
Iconografia
1 ritratto di Moretto da Brescia, Salomè, Pinacoteca Civica Tosio Martinengo, Brescia [Deiters, 2022: 268-72; Turati, 2024]
1 ritratto di Sebastiano del Piombo, Portrait of a lady, The National Gallery, London [Ramsden, 1983]
Studi
Allaire, 1995; Ballistreri, 1968; Basile, 2001; Bausi, 1992; Bausi, 1993; Biagi, 1897; Bongi, 1886; Bongi, 1897; Buranello, 2000; Calitti, 2011; Calitti, 2020; Campbell, 2006; Celani, 1968 [1891]; Cox, 2008; Cox, 2013; Curtis-Wendlandt, 2000; D’Ascia, 2020; Deiters, 2022; Dubard de Gallarbois, 2017; Favaro, 2018; Favaro, 2021; Giovannozzi, 2019a; Giovannozzi, 2019b; Giovannozzi, 2022; Granacki-Hogan, 2022; Hairston, 2003; Hairston, 2007; Hairston, 2010; Hairston, 2014; Hairston, 2016a; Hairston, 2016b; Hairston, 2018; Hairston, 2020; Hairston, 2024a; Hairston, 2024b; Jones, 1991; Jones, 2005; Lesage, 2006; López, 2011; McLucas, 2006; Masson, 1976; Smarr, 1998; Smarr, 2005; Turati, 2024.
Autore scheda
Veronica Andreani
Data creazione scheda
29.07.25
Revisore scheda
Priscilla Santoro
Data revisione scheda
08.01.26
Stato della scheda
Revisionata






