Colonna Vittoria

Varianti del nome
Marchesa di Pescara
Data di nascita
1490
Luogo di nascita
Marino
Data di morte
25 febbraio 1547
Luogo di morte
Roma
Breve biografia
Vittoria Colonna nasce a Marino nel 1490 da Fabrizio Colonna e Agnese di Montefeltro, figlia di Federico, duca di Urbino. A soli sette anni, è promessa in sposa a Ferdinando (Ferrante) Francesco d’Avalos, marchese di Pescara. Il loro matrimonio, che ebbe luogo il 27 dicembre 1509 sull’isola di Ischia, stabilisce un’alleanza politica tra i Colonna e il trono spagnolo di re Ferdinando d’Aragona. Dopo le nozze Vittoria e Ferrante andarono ad abitare a Palazzo d’Avalos a Santa Maria Maggiore, oggi scomparso, anche se dal 1511 Ischia divenne il luogo privilegiato di Vittoria in attesa del ritorno di Ferrante dalla guerra. Qui è ospitata da Costanza d’Avalos, zia dello sposo nonché vedova di Federico del Balzo. Alla corte ischitana Colonna crea il principale punto di riferimento culturale dell’isola, attirando una moltitudine di umanisti, da Jacopo Sannazaro a Paolo Giovio. La vita coniugale degli Avalos è presto interrotta dalla guerra, infatti nel 1511 Giulio II promuove una lega antifrancese a cui aderisce anche il re di Napoli. Per questo Fabrizio Colonna e Ferrante partono e partecipano alla rotta di Ravenna del 1512, cadendo entrambi prigionieri. Da questo episodio nasce l’epistola in versi Excelso mio Signor, questa ti scrivo (Bullock, A2:1) di Colonna, un componimenti apparso per la prima e ultima volta nel Vocabolario di Fabricio Luna del 1536. A partire dal 1516 inizia una serie di lutti familiari che segneranno profondamente la figura di Colonna, prima la morte del fratello minore Federico, poi quella del padre (1520) e della madre (1522). Nel 1521 quando riprendono le ostilità tra Carlo V e Francesco I, Ferrante parte di nuovo in guerra e guida l’esercito contro i francesi nella vittoriosa battaglia di Pavia del 1525, ma nel novembre dello stesso anno si ammala a Milano. Quando le sue condizioni peggiorano, Colonna si mette in viaggio per raggiungerlo, ma il 3 dicembre giunta a Viterbo viene a sapere della sua morte e ne rimane sconvolta. Tornata a Roma, si rinchiude nel convento di San Silvestro in Capite dove il 12 dicembre rilascia una procura al fratello per l’esecuzione del testamento del marito. In questo documento la poetessa dichiara di volersi ritirare a vita monastica in un monastero da erigere accanto alla cappella del castello di San Giovanni Campano o in un altro luogo simile. Il papa Clemente VII, pur concendendole la possibilità di rimanere nel convento di San Silvestro, le impedisce di prendere i voti (Copello, 2017). Nel maggio del 1526 torna a Napoli con il permesso del pontefice di vivere religiosamente in casa con quattro o sei ancelle, di costruire un oratorio, di conservare l’eucarestia in un tabernacolo, di ricevere la messa e gli altri uffici liturgici con un prete a sua scelta. Quando scoppia la guerra di Napoli, tutta la casa d’Avalos si rifugia sull’isola di Ischia. Nel 1530 è nuovamente a Napoli dove inizia a frequentare il circolo formatosi attorno alla predicazione di G. Valdés che la spinge ad approfondire i temi della fede. Nel 1531 a causa della peste la poetessa si sposta a Roma, dove l’anno seguente nasce la polemica sui cappuccini che le permette di esprimere con forza la sua posizione spirituale, tanto che nel 1536 in una lettera a Gasparo Contarini difende il valore morale e religioso dell’ordine francescano a cui la Chiesa doveva guardare in un processo di riforma. Nell’aprile del 1537 Colonna decide di partire per Ferrara, dove forti erano i fermenti di riforma, rappresentati in primis da Renata di Francia, moglie del duca Ercole II d’Este che da tempo aveva abbracciato le dottrine riformate. In realtà il viaggio doveva essere finalizzato ad altro, ossia giungere da Ferrara a Venezia per imbarcarsi verso la Terrasanta. A Ferrara, tuttavia, Colonna ha scambi non solo con Renata di Francia, ma probabilmente conosce Margherita di Navarra, sorella di Francesco I, anch’essa conquistata dalle idee della Riforma ed ha modo di entrare in contatto con Bernardino Ochino, che già ha conosciuto a Roma nel 1534. Nel 1538 viene pubblicata a Parma la prima edizione a stampa delle Rime di Colonna, per i tipi di Viotti, che dà inizio alla serie di edizioni delle sue poesie, tutte mai ufficialmente approvate. Nel frattempo si sono deteriorati sempre di più i rapporti tra la famiglia Colonna e il papa, fino all’epilogo del 25 febbraio 1541 quando il papa ordina ad Ascanio di presentarsi a Roma; al suo rifiuto, nonostante l’intercessione della poetessa, si arriva allo scontro armato, tuttavia dopo due mesi di guerra, il 26 maggio cade la roccaforte di Paliano e i Colonnesi vengono sconfitti. Dopo un tentativo di Vittoria Colonna di rientrare a Roma e di chiedere clemenza per i suoi familiari, si trasferisce a Viterbo, presso il convento di Santa Caterina. Qui gravitano molti personaggi vicini alla Riforma come Reginald Pole, Flaminio, Carnesecchi e il Valdés. In particolare il contatto con il Pole, che si era trasferito in Italia in seguito alla sua opposizione allo scisma do Enrico VIII, segna maggiormente l’animo della poetessa, la quale in una serie di lettere esprime l’ammirazione per l’opera e la personalità del cardinale. Il 12 agosto del 1541 Reginald Pole è nominato legato a Viterbo e crea intorno alla sua figura un cenacolo riformato, a cui partecipa anche la stessa scrittrice, tanto che successivamente in una lettera a Giulia Gonzaga afferma di dovere al cardinale la salute della sua anima. Tuttavia il cenacolo viterbese si smembra progressivamente a causa delle accuse di eresie che colpiscono i vari membri. Nel 1544 Colonna lascia Viterbo e torna a Roma, nel convento di S. Anna, ormai molto provata fisicamente. Gli ultimi anni della sua vita sono caratterizzati dall’amicizia con Michelangelo, già conosciuto nel 1534. Vittoria Colonna muore il 25 febbraio 1547.
Totale componimenti disponibili - Tipologia e metro
390 componimenti, di cui 382 sonetti, 1 canzone, 3 madrigali, 1 ottava, 2 capitoli in terza rima e 1 sonetto caudato
Sonetti
382
Canzoni
1
Madrigali
3
Ottave/Strambotti
1
Capitoli in terza rima
2
Altri metri
1 sonetto caudato
Manoscritti
Bologna, Biblioteca Carducci, Cod. 86 [1 sonetto]
Bologna, Biblioteca comunale dell’Archiginnasio, Cod. A.2646 [1 son.]
Bologna, Biblioteca Universitaria di Bologna, Cod. 828 (1250) [70 componimenti, 64 sonetti, 2 centoni, 1 capitolo in terza rima, 2 madrigali, 1 strambotto]
Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Cod. Vat. Chig. L.IV.79 [106 componimenti, tutti sonetti]
Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Cod. Vat. Lat. 5172 [115 componimenti, 114 sonetti e 1 canzone]
Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Cod. Vat. Lat. 11539 [103 componimenti, tutti sonetti]
Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Cod. Vat. Lat. 5170 [6 componimenti, tutti sonetti]
Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea, Cod. N.A.5 [2 son.]
Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, Cod. Ashb. 1153 [93 componimenti, tutti sonetti]
Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Cod. II.IX.30 [100 componimenti, 99 sonetti e 1 canzone]
Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Cod. II.I.397 (Mgl.VII.1036) [1 son.]
Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Cod. Mgl.Rin.Misc.F.20 [2 son.]
Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Cod. Mgl.VII.1178 [1 son.]
Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Cod. Mgl.VII.371 [9 componimenti, tutti sonetti]
Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Fondo Tordi [1 son.]
Firenze, Biblioteca Riccardiana, Cod. 2835 (O.IV.4) [7 son.]
Milano, Biblioteca Ambrosiana di Milano, Cod. Y.124 sup. [64 componimenti, tutti sonetti]
Napoli, Biblioteca Nazionale di Napoli, Cod. XIII.G.43 [62 componimenti, tutti sonetti]
Parma, Biblioteca Palatina di Parma, Cod. Pal. 226 [59 componimenti, tutti sonetti]
Parma, Biblioteca Palatina, Cod. Pal. 557 [13 componimenti, tutti sonetti]
Pesaro, Biblioteca Oliveriana, Cod. 1387 [1 son.]
Piacenza, Biblioteca Passerini-Landi, Cod. Fondo Palastrelli 230 [5 son.]
Prato, Biblioteca Roncioniana, Cod. 10 (Q.V.6) [17 son.]
Roma, Archivio Colonna [1 son.]
Roma, Biblioteca Angelica di Roma, Cod. 2051 [147 componimenti, tutti sonetti]
Roma, Biblioteca Boncompagni, Cod. 100 (366) Tomo II [1 son.]
Roma, Biblioteca Casanatense di Roma, Cod. 50 (F.IV.52), cc. 9v-10v; [32 componimenti, tutti sonetti]
Roma, Biblioteca Casanatense di Roma, Cod. 897 (D.VI.38) [114 componimenti, 113 sonetti e 1 madrigale]
Roma, Biblioteca Corsiniana dell’Accademia dei Lincei di Roma, Cod. 263 (45.D.9) [93 componimenti, tutti sonetti]
Siena, Biblioteca Comunale degli Intronati, Cod. I.XI.18 [1 son.].
Siena, Biblioteca Comunale degli Intronati, Cod. I.XI.49 [2 son.]
Venezia, Biblioteca del Museo Civico Correr, Cod. Cicogna 67 (1933) [1 son.]
Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Cod. It. IX.144 (6866) [12 son.]
Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Cod. It. IX.202 (6755) [1 son.]
Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Cod. It. IX.300 (6649) [119 componimenti, 118 sonetti e 1 canzone]
Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Cod. It. IX.453.(6498) [4 son.]
Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Cod. It. IX.492.(6297) [12 componimenti, tutti sonetti]
Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Cod. Lat.XIV.165.(4254) [6 componimenti, tutti sonetti]
Edizioni di Rime
Rodocanachi, 1891: 534-35 [8 son.]
Presenza in antologia
Alamanni, 1819: 34-5 [2 son.]
Ammirato, 1569: cc. 22v-34v [38 son.]
Antonelli, 1846: 147-423 [341 son.]
Antonelli, 1851: 1013-34 [341 son.]
Antonini, 1744: 38-9 [2 son.]
Arrivabene, 1550: cc. 16v-17v, 190r
Bergalli, 1726a: 39-53 [24 son., 2 canz.]
Bottrigaro, 1551: 12 [1 son.]
Bulifon, 1693: 1 [1 son.]
Bulifon, 1695: 140-2, 147, 194-205 [26 son.]
Buttura, 1821: 48-50, 80 [4 son.]
Carrer, 1836: 99-100, 169 [4 son.]
Cerini, 1931: 94-8 [6 son.]
Ceva, 1735: 110 [1 son.]
Cox, 2013 [ 1 epist. In terzine, , 24 son., 1 canz., 1 madrig.]
Domenichi, 1545: 267-268, 286 [4 son.]
Domenichi, 1546: 292-293 [4 son.]
Domenichi, 1559: 149-150, 206-217 [26 son.]
Ferroni, 1978: 204-210 [11 son.]
Gironi, 1808: 35-36, 38 [4 son.]
Gobbi, 1709: 274-279, 307 [13 son.]
Jagemann, 1777: 453-4 [2 son.]
Mathias, 1802: 181-185 [5 son.]
Mazzoleni, 1750: 29-34 [11 son.]
Raya, 1933: 93-5 [3 son.]
Rigamonti, 1765: 23 [1 son.]
Romagnoli, 1873: 94-95 [2 son.]
Ruscelli, 1553a: cc. 9v-10r [3 son.]
Ruscelli, 1553b: 2 [1 son.]
Ruscelli, 1558: 588-604
Ruscelli, 1558: 269-76 [32 son.]
Sonzogno, 1879: 114-34 [46 son.]
Sonzogno, 1882: 19-75 [254 son.]
Vitale, 1574: 68r-77r [36 son.]
Zerletti, 1797: 12 [1 son.]
Presenza in edizioni di opere di altri autori
Bembo, 1535 [1 son.]
Foscolo, 1816: 14 [1 son.]
Gambara, 1759: 61-62, 4, 8 [4 son.]
Luna, 1536 [3 son.]
Molza, 1545: cc. 12v-13r [2 son.]
Molza, s.a.: cc. 20v-21r [2 son.]
Tansillo, 1882: 265 [1 son.]
Altre opere
Pianto della Marchesa di Pescara sopra la passione di Christo
Edizioni di altre opere
Colonna, 1557 [contiene 3 son.]
Colonna, 1561: cc.22v-23v [3 son.]
Edizioni moderne di altre opere
Attribuzioni dubbie o erronee
Ride la terra, e d’ogni parte rende erroneamente attribuito a Vittoria Colonna [in mss. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 5187; Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Pal. 288] ma di Veronica Gambara, cfr. Gambara, 1995.
A l’ardente desio ch’ognor m’accende erroneamente attribuito a Vittoria Colonna [in mss. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Ashb. 1153; Foligno, Biblioteca Jacobilli, Cod. 280 (B.V.8)] ma di Veronica Gambara, cfr. Gambara, 1995.
Là dove più con le lucid’onde erroneamente attribuito a Vittoria Colonna [Arrivabene, 1550] ma di Veronica Gambara, cfr. Gambara, 1995.
Quel che di tutto il bel e ricco orïente erroneamente attribuito a Vittoria Colonna [ Arrivabene, 1550; Ruscelli, 1558; Dolce, 1563a; Gioliti, 1586] ma di Veronica Gambara, cfr. Gambara, 1995.
Quella felice stella ‘n ciel fatale erroneamente attribuito a Vittoria Colonna [in Arrivabene, 1550; Ruscelli, 1558; Gioliti, 1586] ma di Veronica Gambara, cfr. Gambara, 1995.
Quando miro la terra, ornata e bella erroneamente attribuito a Vittoria Colonna [Dolce, 1553b; in 21 edizioni successive e nel ms. Roma, Biblioteca Casanatense, 897] ma di Veronica Gambara, cfr. Gambara, 1995.
In giovinil etate il mondo visse erroneamente attribuito a Vittoria Colonna [in Arrivabene, 1550] ma di Veronica Gambara, cfr. Gambara, 1995.
Vincer i cor più saggi e i te più alteri erroneamente attribuito a Veronica Gambara [in Guerrini, 1882; Arrivabene, 1550; Ruscelli, 1558; Domenichi, 1559; Gambara, 1759] ma di Vittoria Colonna, cfr. Toscano, 2021.
Vinca gli sdegni e l’odio vostro antico erroneamente attribuito a Vittoria Colonna [in Giolito, 1545; Ruscelli, 1553a] ma di Veronica Gambara, cfr. Toscano, 2021.
Spirto gentil che sei nel terzo giro è attribuito erroneamente a Vittoria Colonna, ma di Ludovico Ariosto [Carrer, 1836; Mathias, 1802].
Del mondo e del nimico folle e vano è attribuito erroneamente a L. Alamanni ma di Vittoria Colonna [Alamanni, 1819].
Con la croce a gran passi ir vorrei dietro è attribuito erroneamente a L. Alamanni ma di Vittoria Colonna [Alamanni, 1819].
Iconografia
Ritratto della marchesa Vittoria Colonna di Sebastiano del Piombo (1520 circa; Barcellona, Museo nazionale d’arte della Catalogna);
3 ritratti [M. Bandini Buti, Enciclopedia biografica e bibliografica italiana: poetesse e scrittrici, Roma, 1941, vol. 1, p. 165, 167, 170.
1 ritratto [Guglielmo Enrico, Rime e lettere, Firenze: G. Barbera, 1860]
Ritratto di Vittoria Colonna di Jules Lefebvre
Michelangelo e Vittoria Colonna di Francesco Jacovacci (1880; Napoli, Museo nazionale di Capodimonte)
Vittoria Colonna ritratto a matita di Cesare Giuliani;
Ritratto di Vittoria Colonna, Bartolomeo Cancellieri, Galleria Colonna, Rome
Fonti
Studi
Bardazzi, 2001; Bianciardi, 1856; Brundin, 2001: 61-81; Brundin, 2002: 61-74; Bullock, 1980: 383-402; Camaioni, 2016: 105-60; Carusi, 1938: 241; Copello, 2014: 93-127; Copello, 2017: 9-45; Copello, 2020: 305-21; Croce, 1931: 1-32; Doglio, 1993: 17-31; Fornasari, 2007: 153-64; Gibaldi, 1987: 22-46; Lo Sauro, 2007: 183-202; Mazzoncini, 2025; Rabitti, 2000: 478-97; Ranieri, 2010: 49-65; Ranieri, 2016: 155-71; Russell, 2000a: 151-66; Russell, 2000b: 125-37; Sapegno, 2016; Stella, 2019: 1-18; Targoff, 2018; Thérault , 1968; Toscano, 2021; Vecce, 1992: 101-25; Vecce, 1993: 3-34; Visconti, 1842: 344-60.
Autore scheda
Giulia Lanciotti
Data creazione scheda
22.04.24
Data aggiornamento scheda
26.05.25
Revisore scheda
Priscilla Santoro
Data revisione scheda
08.01.26
Stato della scheda
Revisionata






