Castellani Girolama
Varianti del nome
Castellana Gerolama, Castellana Girolama, Castellana Gerolema, Castellana Geronima
Data di nascita
1550 ca.
Luogo di nascita
Bologna
Data di morte
Post 1580
Luogo di morte
Bologna
Breve biografia
Girolama Castellani nasce a Bologna intorno alla metà del XVI secolo, figlia di Girolamo Castellani e nipote di Tommaso Castellani, letterato e umanista di una certa fama grazie al quale lei e sua sorella gemella Cornelia ricevono una buona educazione classica (Mutini, 2005). Entrambe si dedicano alla vita religiosa di propria volontà, in età già adulta (Puccini, 2021: 405), entrando nel monastero di San Giovanni Battista presso Porta Pia il 10 gennaio 1580 (Fantuzzi, 1783: 144). In quell’epoca il convento, riservato alle figlie delle famiglie più agiate visto il costo della dote necessaria, costituisce per le donne una buona opportunità di coltivare gli studi letterari. Qui, infatti, le sorelle continuano a dedicarsi alla scrittura, benché nessuna opere di Cornelia ci sia pervenuta. Girolama Castellani d’altro canto rappresenta la prima monaca di cui si abbia notizia a vedere pubblicate le proprie composizioni nelle tipiche antologie di rime varie del Cinquecento (Puccini, 2021). Nel 1551 vengono infatti riportati otto sonetti della monaca domenicana nel Libro Quarto delle rime di diversi eccellentissimi autori della lingua volgare del bolognese Ercole Bottrigari e successivamente altri nove componimenti confluiscono nell’antologia di rimatrici di Ludovico Domenichi. Nonostante i monasteri femminili siano stati centri di produzione e conservazione della cultura, delle molte rime monacali che vi si sono prodotte poche si sono conservate o hanno valicato il muro del convento. Se arrivano al momento della pubblicazione, inoltre, esse non corrispondono a un complessivo progetto d’autrice quanto piuttosto all’opera di un raccoglitore che le subordina al proprio disegno (Graziosi, 2005: 148). Nel caso di Castellani, i suoi componimenti sono confluiti, come detto, nell’antologia di Bottrigari, accanto a quelli della concittadina Lucia Bertana dell’Oro (1521-67), e questo si spiega probabilmente per ragioni legate alla città di Bologna, alla quale il curatore desidera dare lustro mostrandone la ricchezza culturale. Tale operazione editoriale è di fatto possibile solo grazie al benestare delle autorità religiose locali e della badessa del convento che ospita la poetessa (Brundin, 2012: 1132), complice l’intento di celebrare la comunità monastica dove le rime si sono originate. Nei componimenti di Girolama Castellani si trovano quindi liriche di argomento religioso sul modello della poesia di Petrarca e delle liriche spirituali di Vittoria Colonna, ma anche poesie di corrispondenza e sonetti encomiastici che testimoniano incontri e amicizie con poeti e altre figure di spicco del tempo. Questa ricca rete di rapporti interpersonali coltivati anche all’interno del convento nasce probabilmente grazie allo zio Tommaso Castellani, che introduce le nipoti ad ambienti socialmente e culturalmente elevati.
Castellani indirizza infatti un sonetto a Luisa Sigea de Velasco (1522-1560), tra le più famose poetesse del Rinascimento spagnolo, dama di corte dell’Infanta Maria del Portogallo, figlia di Eleonora d’Asburgo e del suo primo marito, il Re Manuel del Portogallo. Probabilmente è di nuovo lo zio, all’epoca segretario di Eleonora, Regina di Francia, il tramite fra le due poetesse (Puccini, 2021: 411). Si annoverano poi poesie encomiastiche dedicate alla Duchessa di Ferrara Renata di Francia (1510-75) e a sua figlia Eleonora d’Este (1537-81), dalle quali si evince un rapporto di amicizia, se non una frequentazione, tra le due, in quanto nella canzone indirizzata a Renata d’Este, Pensier che pur mi desti a l’alta impresa, la poetessa afferma di rammentare ancora «le parole che disse / quando a partir lascionne in doglia e in pianto». Ulteriori liriche di corrispondenza testimoniano rapporti con alcuni letterati del tempo come Domenico Micheli, suo concittadino, musicista e autore di madrigali; con Antonio Gaggi, umanista della provincia bolognese; con Francesco Sauli, poeta appartenente probabilmente a una famiglia di mercanti genovesi; e, infine, con Alberto Bolognetto (1538-85), latinista e giurista che insegnò nello studio bolognese. È ignota la data di morte che deve essere avvenuta nel monastero di San Giovanni Battista.
Totale componimenti disponibili - Tipologia e metro
18 componimenti, di cui 17 sonetti, 1 canzone
Sonetti
17
Canzoni
1
Edizioni moderne di Rime
Presenza in antologia
Cox, 2013 [1 son.]
Bottrigaro, 1551: 257-61 [8 son.]
Domenichi, 1559: 61-8 [9 son., 1 canz.]
Bulifon, 1695: 53-8 [6 son., 1 canz.]
Bergalli, 1726a: 117-21 [6 son., 1 canz.]
Fantuzzi, 1783: 145 [1 son.]
Fonti
Bulifon, 1695: 55; Domenichi, 1559: 63; Fantuzzi, 1783: 145.
Studi
Brundin, 2012: 1125-65; Cox, 2013: 211, 392; Graziosi, 1996: 303-31; Graziosi, 2005: 145-73; Graziosi, 2009: 163-76; Mutini, 2005: 635-37; Puccini, 2021: 403-14.
Autore scheda
Camilla Cancellieri
Data creazione scheda
17.06.24
Revisore scheda
Priscilla Santoro
Data revisione scheda
21.12.25
Stato della scheda
Revisionata






