Canali Isabella

Varianti del nome
Isabella Andreini
Data di nascita
1562
Luogo di nascita
Padova
Data di morte
4-11 giugno 1604
Luogo di morte
Lione
Breve biografia
Una delle attrici più celebrate della commedia dell’arte, cantante, autrice di una raccolta di Rime, di una serie di contrasti e dialoghi e di lettere, Isabella Canali nasce a Padova nel 1562 da una famiglia veneziana, il padre si chiama forse Paolo Canali. Non sono disponibili dati riguardanti la sua formazione, ma i testimoni riferiscono che sa parlare francese e spagnolo.
Entra nella compagnia dei Gelosi, diretta da Flaminio Scala, forse già nel 1576 a Bologna e probabilmente va in tournée visitando diverse città, tra cui Blois e Parigi, dove la compagnia si trova nel 1577, e poi Genova, Mantova, Torino, Venezia e Milano. Nel 1578 Isabella Canali compare per la prima volta nel ruolo di “Prima Donna Innamorata”, che terrà poi stabilmente nella compagnia a partire dal 1583. Nello stesso anno sposa Francesco, forse discendente della famiglia pistoiese dei Cerracchi, detta poi Dal Gallo, che, quasi trentenne, aveva trascorso otto anni nelle prigioni turche dopo essere stato catturato durante una missione della flotta veneziana. Egli, probabilmente, aveva cambiato il suo cognome in Andreini per tutelare la sua famiglia dalla cattiva fama derivante dall’annoverare tra i suoi componenti un attore comico. Nella compagnia Francesco ha prima il ruolo de “l’Innamorato” e poi quello di Capitan Superbo. Nel 1579 a Firenze nasce Giovan Battista, primo di otto figli della coppia di attori. Da questo momento il destino dei due si lega strettamente a quello dei Gelosi, che essi dirigono in tre diversi momenti: nell’aprile 1583, nel maggio 1589 e nel biennio 1603-1604. Rare sono le comparse di Isabella Canali in altre compagnie: nell’ottobre del 1589, una “madama Isabella delli Andreini” recita a Genova con la compagnia comici Confidenti e nel 1601 con gli Uniti.
Il talento di Canali appare subito chiaro: già nel 1585, infatti, l’attrice è celebre, contendendosi, secondo Tomaso Garzoni (Garzoni, 1996 [1605]: 901), le scene con Vittoria Pissimi, altra componente dei Gelosi (De Liso, 2019: 20-1), con la quale recita l’Aminta assumendo, questa volta, il ruolo maschile di pastore. Nel 1588 Isabella Canali pubblica a Verona la Mirtilla, favola pastorale dedicata a Carlo Emanuele I di Savoia, che verrà tradotta in francese nel 1602. Il testo, che prende ispirazione dall’Aminta di Tasso, risente anche dell’influenza virgiliana e delle esperienze di Giraldi Cinthio e di Agostino Beccari.
Il 13 maggio 1589 recita la Pazzia d’Isabella in occasione del matrimonio di Cristina di Lorena e Ferdinando I de’ Medici, che aveva richiesto espressamente la presenza della compagnia dei Gelosi. Non è chiaro se il testo della Pazzia sia stato scritto da lei, o sia stato un canovaccio scritto altri. De Liso, sulla base delle testimonianze coeve, suggerisce che l’attrice abbia composto il testo di suo pugno, inserendo una canzone in francese, cantata per ottenere il favore di Cristina di Lorena, e un monologo di stampo neoplatonico che segue il rinsavimento della protagonista (De Liso, 2019: 24). D’altro canto Guccini sostiene che il testo non sia stato composto da Canali, la quale ne sarebbe stata solo eccellente interprete (Guccini, 2003: 167-207). In ogni caso questa performance segna la consacrazione dell’attrice, la quale, come racconta Giuseppe Pavoni nel suo Diario (Pavoni, 1589: 30 e 43), sorprende il pubblico recitando la follia con indosso un vestito elegante, al contrario dell’uso, e parlando diverse lingue, proponendo grammelot, calembour e altri giochi linguistici uniti a frasi spezzate. Testimonianze entusiaste di questa esibizione giungono anche da Settimini (c. 139) e da Chiabrera (Nel giorno che sublime in bassi manti). In questo modo Canali lascia il suo segno nel teatro coevo, al punto che nascerà un vero e proprio fenomeno dell’attrice del tipo “Isabella”.
Tra il 1589 e il 1590 i Gelosi sono a Milano, mentre per gli anni successivi le informazioni si riducono. Il 1601 è l’anno di pubblicazione, sempre a Milano per Girolamo Bordone e Pietromartire Locarni, delle Rime (alcuni sonetti erano già comparsi nel 1587) dedicate al cardinale Giorgio Cinthio Aldobrandini, già protettore di Tasso, che forse Isabella Canali ha incontrato, e alcuni poeti romani. La raccolta, che risente della poesia di Rinucci e Chiabrera, appare allo stesso tempo innovativa per molti tratti, sia sul piano formale che su quello tematico: nella sua produzione poetica, infatti, diviene centrale l’esperienza teatrale. Rilevante nella raccolta è anche la componente encomiastica (Soglia, 2014: 2).
Nello stesso 1601 Isabella Canali viene ammessa nell’Accademia degli Intenti di Pavia, caso rarissimo per una donna, con il nome di “L’Accesa”. Per l’occasione fa incidere una figura simbolica, ossia un razzo che vola verso il cielo con il motto “Elevat ardor” (la fiamma innalza), che ne celebra il desiderio di immortalità tramite la fama.
Nel 1603 la compagnia dei Gelosi viene chiamata in Francia da Enrico IV e i loro spettacoli a Fontainebleau e Parigi riscuotono importanti apprezzamenti, tra i quali quello di Maria de’ Medici. Durante la tournée Canali pubblica una seconda breve raccolta di rime dedicate a Sebastiano Zametti (Cedrati, 2007: 117). Nello stesso anno resta ancora incinta, ma durante il viaggio di ritorno in Italia, mentre è a Lione, ha un aborto, che causa la sua morte, avvenuta tra il 4 e l’11 giugno 1604. Nicolò Barbieri racconta i suoi funerali e riporta il suo epitaffio (Barbieri, 1634: 18-9).
Dopo la morte della moglie, Francesco scioglie i Gelosi e si stabilisce prima a Venezia, poi a Mantova, dove inizia a lavorare sugli scritti di lei: nel 1605 pubblica di nuovo la Mirtilla e nello stesso anno compare anche una ristampa delle Rime, riviste (Cedrati, 2007: 132-5) e integrate di una Parte seconda, che riprende ed amplia l’edizione del 1603. Al 1607 risale la pubblicazione dei Ragionamenti piacevoli e delle Lettere, che la stessa Isabella Canali aveva intenzione di pubblicare (De Liso, 2023: 113). Nel 1606 il figlio Giovan Battista pubblica una raccolta di Rime funebri in onore di Isabella Andreini, mentre nel 1620 vengono raccolti da Flaminio Scala i Fragmenti di alcune scritture della Signora Isabella Andreini comica gelosa e academica intenta.
Durante tutta la sua carriera Isabella Canali ha cercato di promuovere e riabilitare la professione dell’attrice, associata nell’opinione comune a figure femminili di dubbia moralità. Molte sono le tracce di questa operazione nei suoi scritti, a cominciare dal monologo conclusivo della Pazzia di Isabella e da tanti luoghi delle Rime. Anche il marito Francesco e il figlio descrivono la poetessa come una donna virtuosa e dedita ugualmente ai figli e alle lettere. Il primo, infatti, in Bravure di Capitan Spavento, pubblicato nel 1607, descrive la moglie come una «monarchessa delle donne belle e virtuose» che «adoperava per rocca il libro, per fuso la penna e per ago lo stile» (Bartoli, 1880: CIX); mentre Giovan Battista in La ferza, ragionamento contro le accuse date alla commedia, pubblicato nel 1625, descrive in questo modo la vita quotidiana della madre: «in retirata camera retirandosi, altro non fa che dottrinar se stessa con que’ savi discorsi che di recitar se le aspetta […] e poi quando cala il sipario […] udito, veduto quello che studiarono il giorno i pargoletti figlioli, ecco della cena l’ora soprarriva e del riposo l’ora […] all’acceso lume dar lume maggiore con la virtù a se stessa, altre cose nuove studiando, al nuovo tempo per rappresentarle, alla donnesca reputazione per accrescer giornalmente vanti maggiori» (Andreini, 1625: 505-6).
Isabella conosce e ha rapporti culturali con diverse figure di spicco del suo tempo, come testimoniano alcuni di componimenti a lei dedicati, tra i quali si ricordano Isaac de Ryer (A Isabelle, Comédienne), Chiabrera, Tasso (Rime, CCCIV) e Marino (Piangete, orbi teatri; invan s’attende e Galeria, RD III, 7, vv. 1-10).
Totale componimenti disponibili - Tipologia e metro
463 componimenti, di cui 283 sonetti, 10 canzoni, 11 canzonette, 133 madrigali, 2 sestine, 3 capitoli in terza rima, 2 sestina narrativa in ottonari, 2 endecasillabi sciolti, 1 quartina di ottonari, 7 strofe di ottonari e quaternari, 9 endecasillabi e settenari sciolti
Sonetti
283
Canzoni
10
Canzonette
11
Madrigali
133
Sestine
2
Capitoli in terza rima
3
Altri metri
2 sestine narrative in ottonari [Andreini, 1601: 94, 178-80]
2 endecasillabi sciolti [Andreini, 1601: 215-7, 220-3]
1 quartine di ottonari [Andreini, 1601: 71]
7 strofe di ottonari e quaternari [Andreini, 1601: 22-3, 49-51, 58-9, 72-3, 86-8, 115-7, 163-4]
9 endecasillabi e settenari sciolti [Andreini, 1601: 226-92]
Edizioni di Rime
Andreini, 1588a [1 canz.]
Andreini, 1601 [358 componimenti, 198 son., 115 madr., 8 canz., 11 canzonette, 2 sest., 3 cap., 2 sestine narrative in ottonari, 2 endecasillabi sciolti, 1 quartina di ottonari, 7 strofe di ottonari e quaternari, 9 endecasillabi e settenari sciolti]
Andreini, 1603 [24 son., 1 canz., 1 canzonetta]
Andreini, 1605b [Parte Prima, corrispondente all’edizione 1601; Parte Seconda, contenente Mirtilla, componimenti dell’edizione 1603 e altri componimenti, 79 nuovi componimenti dell’autrice, di cui 61 son. e 18 madr., 21 son. ulteriori di altri autori]
Presenza in edizioni di opere di altri autori
Altre opere
Frammenti di alcune scritture [1620]
Lettere [1607]
Ragionamenti piacevoli [1616]
Mirtilla [1588]
Edizioni di altre opere
Frammenti di alcune scritture:
Andreini, 1628a Lettere:
Andreini, 1612 Lettere e ragionamenti
Andreini, 1663 Lettere e frammenti
Andreini, 1620b Lettere, ragionamenti e frammenti
Andreini, 1652 Mirtilla:
Edizioni moderne di altre opere
Edizioni in musica
Attribuzioni dubbie o erronee
La pazzia di Isabella attribuzione contesa tra Isabella Canali e autore non identificato, cfr. De Liso, 2019
Iconografia
Studi
Bartoli, 1880; Cedrati, 2007; Cedrati, 2008; De Liso, 2019; De Liso, 2023; Ferrone, 2013; Fiaschini, 2002; Garzoni, 1996; Giachino, 2001; Guccini, 2003; Guccini, 2004; MacNeil, 1994; Manfio, 2014; Mazzoni, 1996; Motta, 2004; Perrocco, 2008; Ruelens, 1889; Santuosso, 2020; Soglia, 2014; Surma-Gawlowska, 2007; Tessari, 1989.
Autore scheda
Matteo Petriccione
Data creazione scheda
16.04.24
Data aggiornamento scheda
27.04.24
Revisore scheda
Priscilla Santoro
Data revisione scheda
08.01.26
Stato della scheda
Revisionata






