Brembata Solza Emilia
Varianti del nome
Emilia Brembata, Emilia Brembati Solza, Emilia Brambata Solcia
Data di nascita
1563
Luogo di nascita
Bergamo
Data di morte
1580 ca.
Luogo di morte
Breve biografia
Emilia Brembata Solza è fglia del conte bergamasco Marco Coriolano e di Maddalena Gambara, nobile bresciana, sposa di Coriolano in seconde nozze, forse intorno all’anno 1512. Ha due fratelli, il conte Giovan Battista – oppositore di Gian Girolamo Albani – e Achille. Nasce nel 1563, a Bergamo (Della Chiesa, 2024: 172). Riceve una buona istruzione. Emilia Brembata viene citata (con la variante del nome “Emilia Brambata Solcia”) per la prima volta nel 1548, quando Ortensio Lando pubblica una sua lettera, indirizzata alla s. Fulvia Rossa, nella propria celebre raccolta intitolata Lettere di molte valorose donne, nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori (Lando, 1548). Il doppio cognome della donna è dovuto all’acquisizione di quello del marito, Ezechiele Solza, personaggio celebre della storia bergamasca, intervenuto attivamente nella difesa dell’isola di Cipro contro l’assedio turco. Ezechiele Solza muore in un combattimento a Morlacca, intorno al 1570 (Finocchiaro, 2018). Dopo l’uccisione del fratello Achille, la poetessa avrebbe soggiornato insieme alla cognata Minerva, come ospite di Marco della Frattina e di sua moglie, a Venezia; stando a quanto scritto da Bergalli «Emilia Brembata, moglie di Ezechiel Solza, ebbe in Bergamo i natali da illustre famiglia di quella Città; e non solo della poesia, ma della eloquenz’ancora fu così ornata , che innanzi il più illustre tribunale di Venezia orò intorno la miserabile uccisione di Achille di lei fratello. Scrisse circa il 1563. Il saggio sta nel Tempio di Geronima Colonna» (Bergalli, 1726a: 257). Emilia Brembata Solza partecipa ai circoli intellettuali locali ed è menzionata anche come autrice di componimenti in lingua spagnola (Finocchiaro, 2018). Belotti afferma che attorno al 1580 non è più in vita (Belotti, 1937), legando all’anno in cui il Consiglio dei Dieci dichiara finita la faida tra gli Albani e i Brembati la scomparsa di lei che non aveva permesso si dimenticasse l’assassinio avvenuto nella cattedrale della città.
Totale componimenti disponibili - Tipologia e metro
2 componimenti, tutti sonetti
Sonetti
2
Presenza in antologia
Sammarco, 1568: c. 5v [1 son.]
Bergalli, 1726a: 228 [1 son.: Tutta l’Italia gode e ‘n pace siede]
Presenza in edizioni di opere di altri autori
Lando, 1548: cc. 53r-53v [1 epistola, indirizzata alla s. Fulvia Rossa]
Belotti, 1937: 113-4 [1 son.].
Fonti
Borghesi, 1566: 9; Lupi, 1587: 15.
Studi
Belotti, 1937; Bergalli, 1726a: 257; Buti, 1942: 119; Canonici Fachini, 1824: 100; Chiaraviglio, 1786: 141; Della Chiesa, 2024: 172; Farina, 1995: 219; Ferri, 1842a: 83; Finocchiaro, 2018: 55-73; Finocchiaro, 2023; Maironi da Ponte, 1819: 140; Marcelli, 1740: 37; Quadrio, 1752: 379; Vaerini, 1788: 249-50.
Autore scheda
Sofia Peleggi
Data creazione scheda
25.08.25
Data aggiornamento scheda
07.12.25
Revisore scheda
Priscilla Santoro
Data revisione scheda
03.01.26
Stato della scheda
Revisionata






