Bacio Terracina Laura

Varianti del nome
Laura Terracina, Laura Terracina Napolitana, Phebea, Febea
Data di nascita
1519
Luogo di nascita
Napoli
Data di morte
1577 ca.
Luogo di morte
Napoli
Breve biografia
Laura Bacio Terracina nasce a Napoli nel 1519 da Paolo e Diana Anfora. I suoi fratelli sono Eleonora, Mariano e Giacomo. La denominazione di Terracina si deve, probabilmente, a quando i suoi antenati, di origine bresciana, si trasferiscono nei primi decenni del secolo XIII a Roma, dove partecipano alle lotte tra il papa e la famiglia Colonna e, grazie ai rapporti con questa famiglia, o con i Corsini, ottengono la giurisdizione sulla città di Terracina (Mutini, 1963). L’aggiunta del nome Bacio deriva invece dal territorio di Vatio o Batio in Capitanata del signore Musa da Terracina che, a Napoli, aveva militato nell’esercito angioino alla fine del secolo XIV (Mutini, 1963). È lui ad aver situato la cappella di famiglia nella Basilica di San Lorenzo Maggiore a Napoli, dove, ancora oggi, è presente una lapide con al centro un leone rampante sormontato da un giglio, affiancato da due rocchi, ovvero l’arma dei Bacio Terracina. Nella più antica iscrizione presente all’interno, datata al 1490, è menzionato, tra gli altri, Paolo, il padre della poetessa. Successivamente, vengono fatti incidere i nomi di altri suoi due zii paterni, Giacomo, vescovo di Chieti, e Successivamente, vengono fatti incidere i nomi di altri suoi due zii paterni, Giacomo, vescovo di Chieti, e Prospero, cavaliere gerosolimitano dell’Ordine di Malta, commendatore di Melfi e di Lauro (Dal Pozzo, 1714).
Malgrado i meriti conquistati sotto la monarchia francese, la famiglia dei Bacio Terracina non viene iscritta a nessuno dei cinque seggi in cui è suddivisa la città di Napoli. Dopo la morte di Ferdinando I d’Aragona, Paolo Bacio Terracina, signore dei castelli di San Crispano e di San Demetrio in provincia di Lecce, raggiunge una notevole autorità, e uno zio della poetessa, Domenico, esercita per tre volte l’ufficio di eletto del popolo, ma come partigiano risoluto del viceré Toledo suscita antipatia e sdegno popolare (Mutini, 1963).
Il padre della poetessa muore in tarda età, nominando come suo erede universale il figlio primogenito Giacomo, come viene riportato da Erasmo Ricca, nel testamento redatto il 4 gennaio del 1547 dal notaio Annibale Vescovo (Ricca, 1869). La madre, citata nel solo sonetto 247 delle None Rime, viene ricordata come balia della Marchesa di Caserta, sembra essere morta molto giovane. Il fratello Giacomo, primogenito, dopo aver sposato nel 1535 Giovanna Brancaccio, acquista per 32.000 ducati dalla regia corte l’Ufficio di Giustiziero della Città di Napoli, titolo che avrebbe poi utilizzato Bacio Terracina per ricordarlo nel sonetto 141. La formazione intellettuale della poetessa non rispecchia i parametri canonici dell’istruzione classica del tempo ma è comunque ricca di stimoli culturali. Nelle sue opere emerge la conoscenza di autori tra loro piuttosto diversi (da Dante e Petrarca a Pietro Iacopo, Jennaro e Iacopo Sannazaro). Nella sua opera non mancano poi richiami ai suoi contemporanei come Luigi Tansillo, Vittoria Colonna e Bernardo Tasso, a cui si aggiungono anche veri e propri calchi da Ludovico Ariosto (Puccini, 2021).
Il novero di letterati con cui Bacio Terracina instaura rapporti è molto importante ai fini della pubblicazione, nel 1548, a Venezia presso l’editore Giolito, della sua prima raccolta di Rime, dedicata a Vincenzo Belprato, conte d’Aversa. Concepita come un omaggio a coloro che hanno influito sulla sua scrittura, ovvero Marco Antonio Passero, Ludovico Domenichi e Anton Francesco Doni, quest’opera incontra largo favore nel pubblico, così tanto da essere ristampata dieci volte, otto a Venezia (1549, 1550, 1553, 1554, 1556, 1560, 1565, 1566) e due a Napoli nel secolo successivo (1692, 1694). Questo ampio successo è dovuto anche alla sua vicinanza all’Accademia degli Incogniti, dove viene infatti soprannominata Phebea, tra il 1545 ed il 1547, anni in cui viene a contatto con scrittori come Marco Antonio Epicuro, Minturno, Angelo Di Costanzo e Tansillo, oltre che con mecenati dal calibro della principessa di Salerno Isabella Villamarina e del marchese di San Lucido Ferrante Carafa (Mutini, 1963). Nel 1549 viene pubblicata a Firenze la sua seconda raccolta di versi, ovvero le Rime seconde, opera che non ha lo stesso successo della prima e che infatti non sarà ristampata. Nel medesimo anno è pubblicata a Venezia l’opera Discorso sopra tutti li primi canti di Orlando Furioso, terza raccolta di rime, che accresce la sua fama tra i contemporanei tanto da venire ristampata per altre ventinove volte, fino al 1698. Nelle sue liriche si leggono citazioni tratte da opere di Boiardo, Trissino, Dell’Anguillara e Giraldi Cinzio (Puccini, 2021). Successivamente sono date alle stampe altre quattro raccolte di rime, l’ultima delle quali, pubblicata nel 1561 a Napoli, è intitolata Sovra tutte le donne vedove di questa nostra città di Napoli titolate et non titolate e dedicata, appunto, a tutte le donne vedove di Napoli.
Totale componimenti disponibili - Tipologia e metro
896 componimenti, di cui 556 sonetti, 14 canzoni, 66 madrigali, 232 ottave, 13 sestine, 5 capitoli in terza rima, 1 distico, 4 odi, 4 ottave siciliane, 1 stanza
Sonetti
556
Canzoni
14
Madrigali
66
Ottave/Strambotti
232
Sestine
13
Capitoli in terza rima
5
Altri metri
1 distico [Terracina, 1548: f. 42v]
4 odi [Terracina, 1548: ff. 40r-41r; Terracina, 1560b: 14; Terracina, 1560f: ff. 5v-6v; Terracina, 2021: 309]
4 ottave siciliane [Terracina, 1548: ff. 14v-15r; Terracina, 1560b: 27-28]
1 stanza [Terracina, 2021: 136]
Manoscritti
Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Reg. Lat. 2023, f. 350r [epistola autografa al cardinale Ferdinando de’ Medici]
Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Palat. 229, ff. 33r-33v, 89v-96r, 107v [216 son., 1 canz., 12 madr., 37 ott., 2 cap., 1 dist., 1 od., 1 stan.]
Edizioni di Rime
Edizioni moderne di Rime
Presenza in antologia
Domenichi, 1546: 263-5 [1 ott.]
Domenichi, 1549: 263-5 [1 ott.]
Colonna-Malipiero-Piccolomini, 1550: cc. 26r- 27r [4 son.]
Dolce, 1556: 225, 272-3 [2 son., 1 ott.]
Bergalli, 1726a: 142-51 [6 son., 1 canz., 1 ott., 2 ball., 1 sest., 2 cap.]
Cox, 2013: 312-4 [1 canz.]
Presenza in edizioni di opere di altri autori
Mantegna, 2001 [3 son., 2 ott., 2 lettere]
Varchi, 1859 [2 son.]
Altre opere
Discorsi sopra il principio di tutti li primi canti dell’Orlando furioso, 1549
Seconda parte de’ Discorsi sopra le seconde stanze de canti d’Orlando furioso, 1567
Lamento de Isabella, con il lamento di Rodomonte, et vn sonetto, et il dialogo di Caronte, et con alcune napolitane bellissime, 1587
Edizioni di altre opere
Terracina, 1584c
Edizioni moderne di altre opere
von Kulessa-Perocco, 2017: 54-204, 234-327 [1 son., 3 ott., 92 can.]
Edizioni in musica
Avente, 1556: 4, 22 [1 son., 1 madr., 1 stan.]
Biffi, 1600: 6 [1 madr.]
Dattari, 1568: 7 [1 stan.]
Dragoni, 1575: 4 [1 madr.]
Menta, 1560: 14 [1 madr.]
Vinci, 1584: 3 [1 madr.]
Attribuzioni dubbie o erronee
Padre del ciel, se mai ti mosse a sdegno erroneamente attribuito a Laura Terracina [Rubbi, 1787: 246; Zanotto, 1832] ma di Ludovico Domenichi, cfr. Costa-Zalessow, 1981.
Mentre senza temere oltraggio o scorno erroneamente attribuito a Laura Terracina [riferimenti non identificati] ma di Ludovico Domenichi, cfr. Costa-Zalessow, 1981.
Iconografia
1 ritratto [Terracina, 1548: f. 5r]
1 ritratto [Terracina, 1550a]
1 ritratto [Terracina, 1550c: f. 6r]
1 ritratto [Vico, 1550]
1 ritratto [Terracina, 1587]
1 ritratto [Terracina, 1590]
1 ritratto [Terracina, 1692b]
1 ritratto [Maroi, 1913]
1 ritratto [Buti, 1942: 297]
Fonti
Aldimari, 1691a: 373-6, 380, 388-99; Aldimari, 1691b: 212; Ammirato, 1583; Ammirato, 1580; Ammirato, 1651; Beldando, 1536; Buti, 1942: 297; Capacio, 1607; Capacio, 1608; Costo, 1588; Crescimbeni, 1698: 325; Della Chiesa, 1620: 208-9; De Pietri, 1634: 51; Domenichi, 1549: 239; Doni, 1550: 27; Doni, 1552; Marinella, 1621: 59; Summonte, 1675; Toppi, 1678: 186; Vico, 1550.
Studi
Amante, 1896: 197-203; Bianchi, 2020a: 9-26; Bianchi, 2020b: 31-50; Bianchi, 2021: 99-113; Bolzoni-Girotto, 2012: 40-1; Bongi, 1890: 227-31; Borzelli, 1924; Bresciano, 1899; Candida Gonzaga, 1875: 105; Carapezza-Collisani, 2001; Casapullo, 1998: 361-89; Cosentino, 2005: 133-52; Croce, 1900: 270-83; Croce, 1901: 129-38; Costa-Zalessow, 1981; Cox, 1997: 134-45; Cox, 2008; Dal Pozzo, 1714: 76; Di Maro-Duraccio, 2021: 35; Ferri, 1842a: 365-7; Ferroni-Quondam, 1973; Fumagalli, 1912: 372-6; Hassauer, 2008; Jaffe, 2002; Levati, 1822: 169-170; Maroi, 1913; Milligan, 2010: 185-212; Minieri Riccio, 1879: 173, 528-9; Montella, 1992: 429-43; Montella, 1993; Mutini, 1963; Papworth, 2017; Papworth, 2019; Reichenbach, 1937; Stefanuto, 2022: 301-314; Puccini, 2018; Quadrio, 1739: 173; Ricca, 1869: 654; Shemek, 2003: 159-92, 273-82; Shemek, 2014: 170-9; Tafuri, 1755: 145, 366; Tomasi, 2001: 77-111; Viennot, 2012: 7-29; Waring, 2007: 151-67.
Osservazioni e note
Per il computo dei componimenti disponibili e la loro analisi sono state prese in considerazione sette raccolte delle Rime su nove, ad eccezione delle sole Rime Seconde e Settime Rime, non disponibili digitalmente. La prima si trova presso la Biblioteca universitaria di Cagliari, la Biblioteca Riccardiana e la Biblioteca nazionale centrale di Firenze. La seconda è fruibile a Napoli presso la Biblioteca universitaria, la Biblioteca dei Girolamini e la Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III.
Autore scheda
Sveva Lucia Cirelli, Lorenzo Sciunzi
Data creazione scheda
10.05.24
Data aggiornamento scheda
19.06.24
Revisore scheda
Serena Mauriello
Priscilla Santoro
Data revisione scheda
26.05.25
06.01.26
Stato della scheda
Revisionata






